GERMANIA | Da giovedì 6 dicembre a Monaco la mostra fotografica ‘Forme di Paesaggio. Basilicata, 2018’ Antonio Di Cecco

Dopo il grande successo di Amburgo, la mostra fotografica di Antonio Di Cecco “Forme di Paesaggio. Basilicata, 2018” fa tappa a Monaco di Baviera. L’inaugurazione si terrà giovedì 6 dicembre alle ore 18:30 e durerà fino al 22 febbraio 2019.

Modera Fabiana Saviano. Segue piccola degustazione di prodotti tipici della Basilicata

Gli orari di apertura della mostra sono i seguenti: lun-giov: 10h-13h e 15h-17h  ||  ven: 10h-13h30

“Una volta in cima alla ripida scalinata scavata nella roccia, il mio sguardo cerca istintivamente il mare ma l’orizzonte piatto è ancora lontano da raggiungere. Mi trovo sulle Piccole Dolomiti Lucane, una singolarità geologica dell’Appennino Meridionale. Riprendo il mio percorso verso il mare, attraverso il paesaggio osservato dall’alto e ne esploro i segni. Mi trovo in uno spazio modellato dal tempo e dall’acqua. Il territorio della Basilicata si sviluppa essenzialmente su quote montane e collinari. Continue azioni erosive generano estese aree calanchive mentre i materiali vengono portati a valle dai numerosi fiumi. Ed io non faccio altro che seguirne il corso”

Antonio Di Cecco

Antonio Di Cecco, nato nel 1978 a L’Aquila dove attualmente vive e lavora, è laureato in Ingegneria Edile-Architettura con una tesi in Composizione Architettonica. Si occupa di fotografia di paesaggio urbano e architettura, oltre all’analisi dei processi di modificazione dei luoghi, con interesse specifico per l’ambito montano. É rappresentato dall’agenzia fotogiornalistica Contrasto. Nel 2013 pubblica il volume “In Pieno Vuoto. Uno sguardo sul territorio aquilano” (Peliti Associati), a cura di Benedetta Cestelli Guidi, con testi di Laura Moro, direttore dell’ICCD; nel 2015 le immagini del progetto entrano a far parte dell’archivio dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione. Attualmente è impegnato nel progetto Paesaggio culturale dell’Appennino sismico presso il Kunsthistorisches Institut, Firenze. Per saperne di più: www.contrastiurbani.it

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