ITALIA | ‘Or co’ i libri, ma fra poco ripartiremo con altro scopo’. Da oggi la Dante Alighieri riapre i battenti di Palazzo Firenze

In tempo di Coronavirus abbiamo affidato ai libri e alla lettura il compito di raccontare la nostra identità, ora che ci si sta preparando a un lento e cauto riavvio delle attività, pensiamo a progetti innovativi che possano rilanciare l’immagine dell’Italia nel mondo”. Cosi dichiara Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri, alla vigilia della riapertura dei portoni di Palazzo Firenze a Roma, cinquecentesca sede della più antica istituzione che da 130 anni diffonde la lingua e la cultura italiana all’estero.

Al Congresso mondiale di Buenos Aires dello scorso luglio abbiamo concentrato lo sforzo verso un obiettivo di rinnovamento dei sistemi di formazione e di studio della lingua italiana, l’occasione della crisi ci ha offerto invece lo spunto per accelerare un processo che da qui a un anno porterà a cambiare radicalmente il vecchio sistema didattico grazie alle nuove tecnologie informatiche”.

Dal 5 maggio prossimo difatti riprenderanno gradualmente e con la massima attenzione per la sicurezza sanitaria le attività di promozione culturale che da Roma s’irradiano presso la rete mondiale dell’istituzione fondata nel lontano 1889 dal poeta Giosué Carducci. Oltre 400 comitati, migliaia di studenti e docenti che insegnano la lingua di Dante a stranieri desiderosi di conoscere e studiare il ricco patrimonio d’arte e di storia del nostro Paese. “Una risorsa preziosa messa a disposizione della comunità, un’offerta di scambio che guarda oltre i confini nazionali e arriva fin dove la cultura italiana arriva”, ha concluso Riccardi.

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