STATI UNITI | Elisabetta Giriodi, la contessa dei peluche che fotografa i suoi pupazzi nella Grande Mela, in Italia col suo progetto

Elisabetta Giriodi di Monastero Panissera è una fotografa Italiana che vive a New York e che ripercorre la sua esperienza di vita nella grande mela attraverso la fotografia. Il suo originale progetto fotografico chiamato Stuffed Animals Abound, inaugurato a NY lo scorso maggio, ha come protagonisti i peluche e New York.

La serie di foto di Elisabetta Giriodi, Stuffed Animals Abound, è una collezione auto-coinvolgente e astuta di composizioni con un concept intrigante ed elevato. E’ una critica acuta sui soggetti superficiali che facilmente si scordano. Una famiglia di peluche di fronte alla biblioteca pubblica. Un punto di riferimento di un turista sotto un ponte in Central Park. Una coppia che si bacia a Bryant Park. Questi oggetti apparentemente benevoli viaggiano dalla casa d’infanzia di Giriodi in Italia a New York. Il take-away è indimenticabile, una domanda inquietante che chiede di rispondere a ciò che accade quando l’identità umana e le relazioni personali sono troppo facilmente apprezzate, acquistate, scambiate e sostituite.

Dopo il grande successo della sua prima esibizione fotografica a New York, Elisabetta sta portando in giro per l’Italia il suo progetto con una prima mostra fotografica a Modena lo scorso luglio ed una futura esibizione a Milano ad ottobre 2019.

Gli animali di peluche sono un dono, sono compagnia in assenza di compagni, una materializzazione dell’adorazione, un segno per il buon comportamento, un trofeo per il successo. Essi si accumulano, sono fuori posto, viaggiano con noi o rimangono indietro quando il loro scopo è scaduto. Questi oggetti hanno il potere di produrre identità, indipendenza, attaccamento, distacco e malinconia. Ce ne affezioniamo e ce ne separiamo. Ci aggrappiamo a loro quando le ombre sulle pareti si insinuano. Ci svegliamo e li vediamo lanciati sul pavimento della camera da letto.

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Elisabetta Giriodi – Biografia

Una composizione di petali di margherite gialle che formava la frase “Dovresti imparare a perdonare” sulla tomba di Madre Teresa a Calcutta, mi ha cambiato la vita. Qualcosa in quella tenera composizione di parole mi ha fatto capire che gli anni della solitudine e di sofferenza per i mali fatti a me da altra gente e per i continui no della mia famiglia sulle mie scelte di vita erano finiti, la chiave era imparare a perdonare.

Sono figlia unica nata in una famiglia nobile in Italia. La mia infanzia era protetta da mura di cinta in pietra, arazzi e cornici dorate. Ho dovuto staccarmi da questa situazione e trasferirmi a New York per ottenere un coinvolgimento più profondo con me stessa e il mondo. Desideravo un’intimità non filtrata. Volevo esporre ciò che era sotto la superficialità della ricchezza e del potere. E’ questo desiderio che spinge la mia ambizione a essere fotografa. Nel breve tempo che ho praticato la fotografia, ho raccolto incontri personali con mondi che contrastano il mio.

Essa mi ha aiutato a trovare ciò che sta al di là dell’apparenza e della superficialità delle persone. Ha incoraggiato inoltre il mio eterno bambino interiore a togliersi i guanti e toccare, per la prima volta, un mondo che è stato messo troppo lontano per es- sere afferrato. Quest’anno, dopo svariati corsi privati a New York, sono finalmente entrata alla scuola di fotografia più importante al mondo all’ICP (International Center of Photography) dove inizierò il mio viaggio come fotografa professionista. Spero di imparare la storia della fotografia e le abilità tecniche che rafforzeranno la mia capacità di catturare la complessità del mondo da cui provengo. Voglio condividere ciò che ho imparato a valutare quindi “non è ciò che possediamo, ma ciò che sogniamo possa essere vero”.

Sito web: www.elisabettagiriodi.com

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