KENYA | Malindikenya informa: un italiano nello staff del Ministero del Turismo keniano

Il portale Malindikenya.net, diretto dall’amico e collega Freddie Del Curatolo, informa:

Non è la prima volta che il Ministro del Turismo Najib Balala (se non Uhuru Kenyatta in persona) chiama Roberto Marini come consulente per il settore e rappresentante della costa.

In questa occasione, però, con tempi sempre più ristretti per organizzare il rilancio del settore e le idee molto più chiare di qualche anno fa da parte del Governo, l’incarico è ancora più importante.
“Balala ha presentato un’agenda finalmente esaustiva sulle cose da fare sulla costa keniana per rilanciare il turismo ed equipararlo allo sviluppo degli altri settori in cui il Kenya è tra i principali Paesi in crescita del mondo – spiega Marini – e ha chiesto a persone esperte del settore privato di collaborare, facendo tesoro degli studi pubblicati da alcune delle più importanti agenzie di consulenza internazionali, ma anche portando idee personali e condivise dagli imprenditori del turismo”.

Marini si è messo immediatamente al lavoro, individuando già le priorità e proponendo soluzioni frutto dell’esperienza di studi degli anni passati, di incontri e di strategie già in cantiere.
Ma questa volta si ha l’impressione che Balala faccia sul serio.

“L’incontro di Mombasa ha detto qualcosa di nuovo, perché si è concentrato sulla costa come un’entità che ha le sue particolarità e problematiche diverse dal turismo del resto del Paese e dove la collaborazione del settore privato è fondamentale per migliorare la qualità dei servizi (puntando ad esempio su modelli di crescita professionale del personale diversi da quelli del college nazionale Utalii), delle infrastrutture (prendendo uno per uno i singoli problemi delle singole destinazioni) e del marketing”.

Ci sono precise indicazioni che riguardano il rilancio di Malindi, ad esempio, vista come destinazione per il business tourism, le conferenze e le fiere. Ma anche per il rilancio della cultura e delle tradizioni locali.

“Per prendere una direzione di crescita e rilancio, però – appunta Marini – è fondamentale un elemento: l’unità tra imprenditori ed operatori turistici europei e locali. In questo Diani è molto più avanti di noi, più vicina al modello vincente che ha fatto la fortuna, ad esempio, di mete come Zanzibar. A Diani c’è un’associazione che lavora e si fa sentire, nella Contea di Kilifi siamo in pochissimi. Ora più che mai è venuto il momento di ripartire in maniera seria e condivisa”.

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