URUGUAY | Si è conclusa la Quarta settimana della Cucina italiana a Montevideo

La IV edizione della Settimana della Cucina italiana nel mondo, iniziata il 18 novembre, in Uruguay si è conclusa questo fine settimana, offrendo al pubblico italiano e uruguaiano due settimane ricche di eventi incentrati sulla promozione della gastronomia italiana, resi possibili dalla collaborazione tra Ambasciata Italiana, Istituto Italiano di Cultura, Accademia Italiana della Cucina e altre istituzioni e reti associative.

Per l’occasione, una quindicina di ristoranti e locali uruguaiani, tra Montevideo e Punta del Este, hanno proposto ai clienti un menù speciale legato alla tradizione italiana. Inoltre, lo chef toscano Duccio Pistolesi, responsabile di corsi di formazione e di eventi di ristorazione presso l’Osteria di Passignano (ristorante con una stella Michelin), invitato dall’Istituto di Cultura, ha realizzato due masterclass, la prima dedicata agli studenti di gastronomia dell’Università di Montevideo, e la seconda ai docenti della Scuola Superiore di Gastronomia e Turismo dell’UTU.

Lo chef italiano ha poi coordinato la preparazione di un menù speciale presso il ristorante dell’Hotel Sheraton, nel quadro del Festival Aromas y Sabores.

Anche gli alunni della Scuola Italiana di Montevideo hanno preso parte all’iniziativa, con una giornata di attivitá dedicate alla presentazione delle principali caratteristiche della cucina italiana e alla preparazione di alcuni piatti tipici.

A ciò si sono aggiunte ulteriori iniziative, quali la presentazione dell’esperienza di Slow Food in Uruguay e nell’Unione Europea, a cura del Prof. Dario Caccamisi dell’Università di Bologna e di Laura Rosano, Coordinatrice di Slow Food Uruguay, e il dialogo tra chef presso l’Istituto Italiano di Cultura, in cui l’italiano Duccio Pistolesi si è confrontato con l’uruguaiano Sergio Puglia, noto giudice gastonomico e conduttore televisivo e radiofonico, sul tema delle origini della cucina italiana.

La città di Montevideo è stata al centro delle attività, ma anche l’interno del paese è stato coinvolto, grazie all’Associazione Lucana di Paysandú, che ha coordinato la visita di due chef italiani.

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