In vista del referendum costituzionale confermativo del 22 e 23 marzo 2026, la Federazione PD Australia del Partito Democratico organizza un importante momento di approfondimento pubblico per discutere i rischi della cosiddetta “Riforma Nordio”.
“Votare NO non è solo un atto di opposizione, ma un atto di difesa della Costituzione,” dichiara la Federazione. “Questa riforma è stata portata avanti con procedure che hanno limitato il dibattito parlamentare; per questo è essenziale che la comunità italiana in Australia sia informata e consapevole dell’importanza del proprio voto.”
L’appuntamento è fissato per giovedì 19 febbraio dalle 20:30 alle 21:30 (AEST) in modalità online. Il link Zoom all’evento sarà distribuito tramite i canali social dei rappresentanti e dei Circoli del PD. Per maggiori informazioni e per ricevere il link di partecipazione scrivere a: pdsydneyau@gmail.com
Il dibattito sarà introdotto da Giuseppe Ardica, Segretario della Federazione PD Australia. A moderare l’incontro saranno il Senatore Francesco Giacobbe e il Deputato Nicola Carè. L’evento vedrà l’intervento principale del Senatore Alessandro Alfieri, responsabile riforme della segreteria Pd. Parteciperà inoltre Luciano Vecchi, responsabile del dipartimento PD Italiani nel Mondo.
Il referendum riguarda una riforma che modifica sette articoli della Costituzione e interviene profondamente sull’assetto della magistratura, introducendo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, nuovi organi di autogoverno e una diversa struttura disciplinare.
Durante l’evento verranno approfondite le ragioni del NO:
- Indipendenza della magistrature a rischio: la creazione di due distinti Consigli della Magistratura e la separazione delle carriere indeboliscono l’autonomia del sistema giudiziario, pilastro della nostra democrazia.
- L’irragionevolezza del sorteggio: la scelta dei membri dei consigli tramite estrazione a sorte, anziché per elezione. Questo priva i magistrati del diritto di scegliere i propri rappresentanti, introducendo un potenziale squilibrio tra magistrati estratti a sorte e quelli scelti dalla politica
- Controllo politico: l’istituzione di un’Alta Corte Disciplinare rischia di sottoporre i giudici a una maggiore pressione da parte del potere esecutivo.
- Una riforma inefficiente: il provvedimento non risolve i problemi cronici della giustizia italiana, come la lentezza dei processi, ma aggiunge complessità burocratica e costi.
Il PD invita tutti gli elettori e i cittadini interessati a partecipare per ascoltare le analisi dei nostri rappresentanti e dei responsabili nazionali.
