EL SALVADOR | La splendida mostra fotografica dell’Ambasciata per i 165 anni di relazioni diplomatiche con l’Italia

Nell’ambito delle numerose iniziative organizzate dall’Ambasciata d’Italia a El Salvador per celebrare il 165° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia ed El Salvador (1861-2026), è stata realizzata, in stretta collaborazione con il locale Ministero degli Affari Esteri, una mostra fotografica dedicata alle testimonianze più significative della presenza italiana nella storia e nel patrimonio culturale del Paese.

 

La rassegna, allestita nel prestigioso Salone d’Onore della Cancelleria salvadoregna e accessibile anche in formato multimediale, è stata inaugurata dall’Ambasciatore d’Italia a San Salvador, Paolo Emanuele Rozo Sordini, e dalla Ministra per la Diaspora e la Mobilità Umana.

 

La collezione documenta, attraverso immagini di particolare interesse storico e artistico, le principali tappe delle relazioni bilaterali e l’impronta lasciata dall’Italia in settori quali l’architettura, le arti visive, l’istruzione, l’ingegneria e la cooperazione allo sviluppo. Il percorso espositivo intende così restituire la profondità di un legame che, ben oltre la dimensione istituzionale, ha contribuito a plasmare aspetti rilevanti dell’identità culturale salvadoregna.

 

Nel corso della cerimonia inaugurale, l’Ambasciatore Rozo Sordini ha sottolineato come “la storia che unisce l’Italia e El Salvador vada ben oltre i rapporti istituzionali, manifestandosi nelle molteplici espressioni del patrimonio, dell’architettura, dell’arte, della cultura e delle tradizioni”.

 

È stata inoltre richiamata l’attenzione sull’impegno del Governo italiano, attraverso il MAECI e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), nelle attività di rivitalizzazione e recupero dei centri storici di San Salvador e San Miguel. Quest’ultima città, in particolare, rivestiva un ruolo centrale nel panorama politico e amministrativo salvadoregno all’epoca dell’avvio delle relazioni diplomatiche bilaterali, in quanto antica capitale dello Stato centroamericano.

 

Tra le opere illustrate figurano la chiesa di El Calvario e la Basilica di Nostra Signora di Guadalupe, entrambe legate all’attività dell’architetto e ingegnere italiano Augusto Cesare Baratta del Vecchio, originario di Carrara. La rassegna comprende inoltre il collegio salesiano Santa Cecilia, testimonianza della duratura influenza della tradizione educativa di San Giovanni Bosco, e il monumento funebre dedicato a San Óscar Arnulfo Romero, figura di rilievo universale e simbolo della memoria religiosa e civile salvadoregna, realizzato dallo scultore italiano Paolo Borghi.

 

Particolare rilievo è riservato anche alle opere dello scultore Francesco Durini, cui si devono il Monumento ai Proceri dell’Indipendenza, realizzato nel 1911, e il monumento dedicato a Francisco Morazán, del 1882, entrambi situati nella capitale. Sono inoltre documentate le testimonianze scultoree del Cimitero de Los Ilustres, nelle quali si riconosce il contributo di Durini e dei fratelli Ferracuti alla definizione del patrimonio monumentale del Paese.

 

Il percorso espositivo richiama altresì il contributo tecnico italiano alla realizzazione del Ponte Cuscatlán (con i suoi oltre 400 metri, ancora oggi il più lungo del Paese) e al restauro della chiesa coloniale di Santa Cruz de Roma, a Panchimalco: interventi che testimoniano la continuità dell’apporto di competenze italiane nei settori dell’ingegneria e della conservazione del patrimonio storico. L’iniziativa ha suscitato vivo interesse tra le Autorità locali, i membri del Corpo Diplomatico, i rappresentanti delle congregazioni religiose interessate e gli esponenti della collettività italiana intervenuti alla cerimonia. Numerosi partecipanti hanno espresso apprezzamento per la qualità e la varietà delle testimonianze presentate, scoprendo anche opere meno note al grande pubblico. Tra queste merita una menzione particolare la Pietà in marmo di Carrara conservata nell’oratorio del collegio Don Bosco, espressione di notevole valore artistico e testimonianza della tradizione scultorea italiana del primo Novecento, di particolare interesse nel contesto centroamericano.

 

Si segnala che si è ritenuto pertinente inserire la mostra fotografica e multimediale in parola nell’ambito del più ampio novero delle iniziative promosse da questa sede in occasione della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo (SLIM 2026), intitolata “Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano”. Infatti, tutte le opere oggetto della rassegna hanno un legame diretto con la lingua italiana: basti solo pensare alla missione dei Salesiani e dei Padri Somaschi. Le medesime opere sono, inoltre, manifestazione tangibili del genio creativo delle varie generazioni di connazionali giunte nel Paese nel corso del tempo, cosicché linguaggio artistico e verbale ne risultano strettamente interconnessi.

 

L’immagine del ponte Cuscatlan, risalente agli anni ’90 del secolo scorso e tutt’oggi una delle infrastrutture più moderne del Paese, esprime in maniera simbolica l’unione tra lingue e culture.

 

La mostra resterà aperta per un mese e sarà accessibile alle personalità e agli interlocutori che visiteranno la sede del Ministero degli Affari Esteri salvadoregno.

 

GUARDA LA VERSIONE MULTIMEDIALE DELLA MOSTRA

 

FOTOGRAFIE DELLE OPERE E DEI MONUMENTI

 

L’Ambasciatore d’Italia a San Salvador, Paolo Emanuele Rozo Sordini