L’urlo lo aspettavano in 43, tanti quanti erano stipati nella saletta con TV di Old St. Patrick, giù a Little Italy. È arrivato alle 5:06 PM. L’urlo numero 2 è sopraggiunto 24 minuti dopo, a sigillare il passaggio alla finalissima di qualificazione ai Mondiali, che si disputerà martedì 31 marzo in Bosnia. “E martedì vi rivoglio tutti qui” ha esultato don Luigi, con addosso una giacca che riportava l’inequivocabile logo ITALIA.
Ovvio: la Nazionale di calcio unisce fedi e sconfigge orari lavorativi.
Tra i 47 anche una baby-sitter con due bambini che indossavano la maglietta degli Azzurri, un papà con figlioletta con l’uniforme della scuola, un ricercatore di storia italoamericana anche lui in Azzurro, mentre un paio avevano un occhio alla partita ad un altro al computer con cui lavorano. Tifosi italiane e italiani che hanno raccolto l’invito di #comitesny e CONI USA, intenzionati a organizzare questo momento comunitario, di cui padrone di casa è stato Don Luigi
Non sono passati inosservati quattro giovani turisti in cerca di un luogo dove vedere la partita. È bastato che digitassero Italia-Irlanda perché madre-internet li dirottasse su Prince Street.
Qualcuno ha portato delle bibite gassate, altri palatine, mini pretzel e donut. È bastato a far festa e speranza Mondiale.
Martedì 31 (2:30 PM) si torna in campo (e in parrocchia) contro la Bosnia. In gioco c’è il viaggio degli Azzurri a USA 2026, destinazione Gruppo B. Appuntamento al 32 di Prince Street.
Tra i tifosi anche la neo presidente del Comites di NY Barbara Marciandi.



