ITALIA | Oggi pomeriggio alla Camera la presentazione di ‘Rim Junior 2018-2019′, l’arte di insegnare l’emigrazione ai ragazzi

La storia dell’emigrazione italiana è una materia purtroppo trascurata nel curriculum scolastico e pochi sono i libri di testo che trattano di questo argomento. È proprio per raccontare ai giovani la storia della nostra migrazione che è stato pensato il RIM Junior, il “fratellino minore” del RIM, il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes.

Il RIM Junior 2018/2019 è dedicato alle città e ai luoghi dell’emigrazione degli italiani. Grazie ai testi di Daniela Maniscalco, scritti in un linguaggio semplice e coinvolgente, la bella veste grafica curata da Mirko Notarangelo, i simpatici disegni di Carmela D’Enrico e la direzione di Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo, i giovani lettori faranno un istruttivo e appassionante viaggio virtuale in alcune delle città del mondo più rappresentative per la presenza storica e culturale degli italiani.

Come già nel RIM junior 2017, anche per il RIM junior 2018/2019 sono stati utilizzati i QR code per gli approfondimenti con i contenuti aggiuntivi online. Inoltre nel RIM junior di quest’anno c’è una particolare attenzione alla storia delle donne migranti, che rappresentano quasi la metà dei personaggi di cui sono narrate le vicende. Nel corso del viaggio i nostri lettori scopriranno chi era il nostro concittadino che nel Cinquecento insegnava l’italiano alla regina di Londra, perché ad Amsterdam c’è una strada dedicata ai banchieri lombardi e come mai ad Alessandria d’Egitto tutti volevano le balie italiane.

Chi ha costruito il primo grattacielo a San Paolo e perché i giovani italiani a Sydney vogliono raccogliere zucche per 88 giorni. Si potranno leggere le affascinanti avventure delle spie di Shangai che sapevano pilotare gli aerei e le storie avvincenti dei pescatori che andarono a Wellington, all’altro capo del mondo, e impararono l’inglese e il maori. E ancora chi era la modella di Parigi che si trasformò in pittrice e chi la dottoressa che curava tutte le donne di Tangeri. Perché a Cracovia le verdure hanno nomi italiani, chi fu l’uomo che inventò la berlina e qual era la colazione “politicamente corretta” dei bambini della Little Italy di New York.

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